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Стихотворения от Мария Чулова на италиански език

Детайли

Sullorlo del tempo

Se fai impazzire i poeti e la poesia

non avrai delle mattine come July morning.

Se ti distingui

non avrai né lavoro, né casa, né premio,

sarai così inconsueto

ma porti un fascino

e fai gli altri credere

che esisti fuori tempo.

Metti in evidenza

che hai ancora la forza e il coraggio.

Sono loro che ti devono la scusa.

 

 

***

Come un poeta giovane e debosciato

ti sveglia sempre qualcosa di allarmante.

Stiamo cercando un’aiuola senza fiori.

Siamo pronti a benedire l’acqua.

Gli occhi spudorati mi perseguono-

sono più scuri del buio pesto.

 

Quell’oscurità sprofondata

negli occhi - pozzi di lacrime

e tenerezza per un dolente -

lavrei tirata innanzi.

 

 

 

Giorno dei morti

Sento la mia anima volare via

e non c’è un riparo nel cuore–

singhiozza nel suo carcere

bastonata e aggomitolata.

Fuori c’è una festa.

Vanità! Dentro sorge

un ruscello caldo

che si affretta e si nasconde

nel profondo della terra.

Poi il carnevale finisce.

 

Ho iniziato qualcosa di nuovo.

Presto mi sarò celata

nell’angolo di un verso.

Ho trovato un demonio…

L’alba non viene.

Non mi darà perdono

benchè non sia cattiva –

strizza l’occhio

alle mie povere ossa.

 

Quella nera che pensa

di dominare al di là

non vedrà il giorno.

Lei non conosce

né dov’è Est, né dov’è Ovest.

Non sta mai sincera.

Giura di non amare

mai più nessuno.

Ma non si sa però

quanto è pronta ad aspettare.

 

E qualcuno

ha lasciato perdere l’amore.

Il giuramento è cieco.

Nel buio della grotta

la verità

non può germogliare.

 

Tanti altri ben devoti

hanno detto

che non si fermeranno neanche

davanti alla bocca del fucile.

Ma non gli passa per la testa

che questo mondo è peccatore.

La scelta non è stata sbaliata

ma si difende a fatica

con volontà e fermezza.

Poi accendono una pira.

Proprio dove

è marcato il ceppo

del corpo concepito

nel territorio del nemico.

 

Le due salici sorelle

così tenaci e snelle

saranno bruciate

per un gioco d’inganno.

O di verità?

Tutto è immerso nella nebbia.

Non si calma mai

e presto capirà

che il conto è sbagliato.

Io sono la bocca del fucile.

E chi sarà il proiettile?

 

***

Quando ti perdi nel sogno

una nimfa t’invoca da lontano

con la sua voce sensuale:

“Non chiamarmi Euridice!”

 

Bere del vino, cantare

e lodare le vigne.

Poi quando ti incontrano

tutti gli animali scappano.

 

Aspettano Orfeo, il trace,

che canta i suoi canti immortali

per le creature libere e innocenti.

 

Tu, invece, rimani passivo.

L’amore non ti attira.

E ci risvegliamo soli.

 

Il sogno di Euridice

Se ti perdi in via dell’amore non dimenticare

che io possо essere la tua Euridice.

Il canto è un sogno soave

che si propaga nella lingua di Orfeo.

 

Il cantatore sa come fare scintillare

l’emozione in ogni suono.

Nel sogno dolce accarezzare

e annegare i pensieri velenose.

 

Nel bosco presso il ruscello

succede un miracolo:

gli ucelli cantano, le nimfe ballano

e l’amore mi porta verso di te.

 

Mi domando se in sogno sono stata chiamata

o sono la vittima innamorata?

 

AUTORE: MARIA CIULOVA

TRADUZIONE: NATALIA HRISTOVA